Insegnanti

I Suoni in tasca - centro di didattica e pedagogia musicale.

Dalla PNL al “dialogo sonoro”

Comunicare è stato fin dai tempi più remoti, un’esigenza intuitiva per  avere contatti con la propria specie.
L’uomo evolvendosi ha sviluppato non solo la parola ma anche gli altri innumerevoli canali di comunicazione espressivi e divulgativi.
Attraverso il linguaggio non verbale e la sua corretta interpretazione NOI saremo in grado di instaurare una buona relazione   comunicativa.
Secondo la PNL(programmazione neurolinguistica), quando le persone si trovano in sintonia, è normale che siano portate a rispondere positivamente agli stimoli dati, alle proposte offerte e quindi alla nostra persona in generale.
La PNL, ci insegna che con il “rapport”, si entra in empatia con l’altro individuo, poiché si sviluppa in noi, sia una comunicazione affettiva, sia un’analisi attenta della persona.
L’atteggiamento importante è, quello di entrare in una sorta di “feedback”, grazie a delle condizioni e affinità che permettono all’emittente di interagire e relazionarsi con il suo ricevente per capire meglio e farsi capire.
Un buon rapporto si basa certamente più sul piano relazionale che su quello contenutistico.
Ciascuno di noi, con le proprie esperienze (il nostro vissuto), sviluppa in se stesso, atteggiamenti mentali ottenuti da una rappresentazione del mondo in cui si vive, realizzando una mappa che da origine ad un proprio comportamento, qualunque esso sia.
Questo modello o mappa, raggruppa tutte le nostre percezioni, osservando il mondo, come ognuno oggettivamente lo vede e non come realmente appare.
Tutto questo ci permette di costatare quanto l’affettività e compresa l’intelligenza, siano strettamente dipendenti dal vissuto corporeo, sensitivo, motorio, e quanto la persona nella sua globalità, sia implicata in tutti i suoi processi intellettuali.
L’altro aspetto da tenere in considerazione è che più la persona vivrà di stimoli positivi, più l’organismo reagirà positivamente.
L’uomo è considerato come“animale sociale” (Aristotele) ed essere pensante, ricco di un sentimento puro.
Affinché s’instauri un rapporto con l’altro e portarlo dal suo stato problema allo stato desiderato, deve possedere un ruolo di “ricalco”, indispensabile per instaurare delle relazioni umane e per la sopravvivenza della specie.
Con ciò, il risultato che si avrà, sarà quello di avere d’innanzi, una persona rispecchiata in noi.
Questo svilupperà ulteriormente la fiducia nell’interlocutore completamente sincronizzato con chi sta comunicando.
Inoltre in PNL, la fase finale si otterrà con la “calibrazione”, passaggio in cui ci si troverà a guidare verso lo stato desiderato.
In musicoterapia, il linguaggio utilizzato con certezza è, quello”vibratorio”, poiché attraverso gli strumenti e la voce, si efettuerà il così denominato “dialogo sonoro”.
La programmazione neurolinguistica utilizzata in ambito musicale tratta di accogliere il soggetto stimolandolo e rappresentarlo con la musica, tanto da creare la giusta sintonia col suono e l’operatore.
Facendogli vivere quest’esperienza in modo positivo, il soggetto così stimolato, sarà pronto e attento a livello cognitivo e come individuo.
Grazie alla musicoterapia e alla PNL, lavorando attentamente sul rilassamento e tranquillità globale, sull’equilibrio psicofisico e sulla stimolazione costante della persona, si noteranno fin dai primi incontri, un miglioramento nella sfera affettiva, emotiva e comunicativa.

Musicoterapia Attiva Applicata

Cenni Storici

 L’impiego della musica a scopi curativi sembra essere stata molto importante in molte culture fin dai tempi più remoti, e la medicina insieme a questa potente arte quale la musica, spesso erano correlate fra loro.  Chi praticava, con l’aiuto di riti magici, era il sacerdote (o sciamano) quando ancora si credeva che le molteplici malattie fossero dovute alla presenza di spiriti, e per spaventare e allontanare queste forme malefiche, utilizzavano canti e ritmi. Con il passare dei vari periodi storici ci si potrebbe soffermare su: Apollo, Orfeo e Davide  figure mitologiche che utilizzavano la musica a scopi terapeutici.
Gli stessi Aristotele e Platone furono oltre che filosofi, anche dei musicologi e musicisti.     Pitagora anch’egli filosofo e matematico fu, tra l’altro colui che esemplificò la relazione tra gli intervalli musicali attraverso l’utilizzo di uno strumento molto semplice e rudimentale chiamato: il “monocorde” costituito da una sola corda.
Col passare dei secoli e sorpassando molti eventi storici, non meno importanti, si arriva ai tempi moderni con la “nostra” musicoterapia.
Si è dato sempre importanza all’evento vibratorio come una sorta di nutrimento per il nostro cervello che continuamente ha bisogno di stimoli e di energia. Il cervello dunque si nutre e per mezzo della musica riusciamo a sviluppare con creatività le nostre mappe mentali.

 

Musicoterapia Attiva (Tecniche e Applicazione)

Negli ultimi anni sono sorte molte scuole di pensiero e tutte sicuramente in grado di fornire risposte creative e scientifiche inerenti alla Musicoterapia.
Una tra queste è la S.E.M. (scuola europea di musicoterapia)
Chi opera in questo settore deve avere la consapevolezza che la musicoterapia ”in quanto arte è legata alla soggettività, all’individualità, alla creatività ed alla bellezza; in quanto scienza è legata all’obiettività, alla collettività, alla riproducibilità ed alla verità (Bruscia K.,1993)”. Definire in poche parole che cos’è e soprattutto a cosa serve la musicoterapia, non è facile, ed è forse meglio avere prima un’idea più chiara di cosa significhi la musica.
Essa in quanto tale, è un linguaggio, un modo espressivo importante nella vita di ciascun individuo. E’ l’arte della comunicazione per eccellenza. Essa dà la possibilità a ciascuno di noi di sviluppare la propria globalità ed interezza per poi meglio comunicare relazionandoci con noi stessi, con gli altri e con il mondo circostante. La musica è universalmente apprezzata e tenuta in grande considerazione e poiché gioca un ruolo importante nella vita di ogni giorno, l’idea di utilizzarla a scopi terapeutici sembra nello stesso tempo ovvia e affascinante.
Con questa forma di trattamento terapeutico, si cercherà d’instaurare un particolare rapporto fra il soggetto e l’operatore, permettendogli un riprodursi di cambiamenti e miglioramenti, attraverso un percorso adeguato al problema del soggetto stesso.
Attraverso la musica e l’utilizzo dei suoi parametri in maniera creativa ed in ambito clinico l’operatore cercherà di stabilire un’interazione, un’esperienza e un’attività musicale condivisa, che porteranno al raggiungimento degli scopi terapeutici determinati dalla patologia della persona nella sua globalità.

 

La musicoterapia, si basa propriamente sulle leggi della fisica acustica e sui principi che le competono: risonanza, euritmia, eufonia, improvvisazione musicale, utilizzo degli strumenti a percussione (strumentario Orff), strumenti musicali e la voce. Dalla realizzazione di tale metodo (mt attiva applicata), si determinerà l’esigenza di avere un punto di riferimento per organizzare e registrare in modo dettagliato il proprio intervento di lavoro. La registrazione di tutti i dati possibili, dall’inizio alla fine dell’iter, costituisce il “protocollo”, che rappresenta la procedura essenziale non solo per lo specializzato in musicoterapia, bensì per tutti quelli che collaborano in equipe (psicologi, logopedisti, insegnanti,ecc.). All’interno del protocollo, s’individuerà un atteggiamento di ricerca con la possibilità di mettersi continuamente in discussione ad eventuali cambiamenti.
In un’iniziale fase della progettazione potrebbe manifestarsi il cosiddetto “disagio del ricercatore”, ovvero quella situazione emozionale che in seguito avvilupperà i primi percorsi terapeutici tra l’operatore e l’individuo.
Il protocollo come “storia passata ragionata”, includerà tutti i vari elementi necessari per la valutazione e l’individuazione di un percorso didattico-riabilitativo. In più si farà riferimento a tre ambiti fondamentali: la Logica d’indagine (L.I.); la Fase Operativa(F.O.);e la Fase di Trasformazione(F.V.T), momenti tra essi correlati.
La musicoterapia in questo caso, è intesa così come nacque alle origini, dando una sorta di stato desiderato dell’individuo per mezzo di questo affascinante e complesso mondo vibratorio.